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ALTERMODERNISMO E POESIA ''Sotto giudizio il gusto troppo moderno ''
Mai come ai giorni nostri, la poesia e' stata umiliata. In un' epoca di comunicazione di massa la poesia appare inutile. In un' epoca dove le conversazioni sono sempre le stesse : lotte politiche, scandali sessuali,ecc,essa appare senza alcun valore. Oggi le masse vengono considerate dei dati quantitativi da inscatolare, incassare e allineare.Cosi la poesia vive in vecchie biblioteche, negli ultimi scaffali di pochissimi librai. W. Benjamin scriveva che '' l' adeguazione della realta' alle masse e delle masse alla realta' e' un processo di portata illimitata sia per il pensiero sia per l'intuizione sia per la poesia,... e l'istante in cui il critero dell'autenticita' nella produzione dell' arte viene meno,si trasforma anche l' intera funzione dell' arte '' . Pero' se la poesia deve affrontare questa antropologia sociale, deve nello stesso tempo affrontare la ricerca del pensiero di essa stessa, cioe' deve partire da un incontro essenziale con sè sessa. Nella poesia siamo passati dall' eta' dell' immagine del mondo dal Rinascimento in poi, all' immagine del mondo Futurista legato a una folla di conoscenze precise. Il non- senso liguistico era una provocazione di una rifondazione dei codici della letteratura e proprio della poesia. L'idea di poesia come '' artificio '' costruito con un linguaggio sinificativo e sincronico non convince piu. Nella poesia ogni sillaba e' messa in rapporto d'equivalenza con tutte le altre sillabe; nella sequenza un accento tonico e' uguale ad ogni altro accento tonico e cosi via. Cosi la poesia divente un sistema le cui parti possono e devono essere considerate tutte nella solidarieta' sincronica. Il risultato e' sempre il messagio globale, la circontanza dei significati. Bachtin per il ruolo della parola poetica scriveva :'' la parola poetica resta immune dalla dalla bivocita' e da qualsiasi possibilita' di interdiscorsivita' '' Pero'oggi siamo in una nuova convenzione ontologico-sociale con nome post-simbolista, metalinguista che si definisce dalla fine della rappresentazione. Questa convenzione si muove nei limiti della rapprezentazione che opera come una copia di qualcos 'altro che non e' mai stato '. Come principio del principio per ricordare Derrida. Se oggi ci sono quadri bianchi nella pittura, la non tonicita' nella musica, la non continuita' delle immagini al cinema, il testo teatrale che sempre di piu' si distacca e viene provato come resistenza vocale,l'arte della danza che diventa un' espressione senza regole del corpo, tutto cio' dimostra il bisogno per una poesia artistica rinnovata . Tutto pone, come nuova convenzione ,una problematica per cui l' arte e' sempre relativa, non libera, non si spiega, non puo' essere capita: insomma, l' arte non si puo' spiegare come una cosa universale. E'una guerra di interessi ,una volonta' di cio che non e', per questo l' arte rimane un divenire. In questo processo la scritura poetica diventa il '' centro delle grandi assenze '' come direbbe Rilke. Anche la filosofia esiste come decentralizzazione e la politica vive nell' inizio dell' incertezza. Se il modernismo era un internazionalismo che ha voluto unificare e standardizzare i codici di espressione mentre il post-modernismo, in un certo senso e' la scia del modernismo, la nuova convenzione che prende il nome altermodernismo non e'un concetto che si posiziona rispetto al post-moderno, non e' il dopo-dopo il moderno, ma una cosa totalmente diversa. E' qualcosa di corrispondente alla diversificazione tra la mondializzazione e l' altermondialismo. Si tratta di un fenomeno che sottolinea come la modernita’ nasca dall’ idea ben precisa che il sapere debba essere pubblico e che le idee debbano essere confrontare, dibattute, proposte e rifiutate: è qui che esiste il senso che tutti conosciamo, cioè il provare e riprovare, dove il "riprovare" non significa provare ancora ma rifiutare, nel senso del metodo popperiano della falsificazione delle ipotesi. Da qui la differenza fra moderno , post-moderno e altermoderno. Quel che oggi chiamiamo '' altermoderno'' e' il desiderio che ha qualcuno di agire in modo alternativo. '' Altermodernista ''poeta e filosofo" e' quello che connete il mondiale con ciò che è locale. Alla domanda se abbiamo oggi una nuova estetica altermoderna possiamo dire che recuperare l’ estetica alla sua « legittima » areaspeculativa significa non solo sviluppare una ricerca sistematica e rigorosamente scientifica, ma porre anche storicamente i problemi di tutte quelle categorie concettuali che sono state e sono oggetto dell’ indagine estetica. Il fenomeno del altermodernismo [1] e' conneso anche a una crisi dell' interpretazione o della rapresentazione,che segna la fine dei modelli critici fondati sulla certezza. Siccome oggi ci troviamo in mezzo ad una crisi estetica che supera ogni controllo di rigetto, essa supera simultaneamente anche la pretesa di essere comparata al fatto stesso sotto giudizio. Secondo l' altermodernismo la poesia riflette su sè stessa, non segue la regia fra significante e significato. Sappiamo che la poesia ha preso il desiderio dell' illusione a vantaggio di una elevazione della rappresentazione alla banalita 'che esprime oggi l'estetica .Per questo la poesia ha bisogno della filosofia: infatti secondo l' altermodernismo la poesia, nella sua proclamata inutilita' porta a detta di Heidegger alla ricerca dell' essere fino ad un certo gratd di manifestazione, e dunque di conoscenza, attraverso la scrittura. Questo hanno fatto i poeti Jabe's Ednond e Asberi John, diventando argonauti dell' essere. E' bene ricordarea tal proposito l’ opera di Baudelair FLEURS DU MAL, un poema che sembra bruscamente rovinare e perder fiato. Wittegenstein ha scritto una volta che « la filosofia si dovrebbe propriamente poetare e basta» Forse dobbiamo dire che la poesia la si dovrebbe soltanto filosofare. E' risaputo infatti che l'uomo non puo sopportare troppe realta ed è per questo che ha bisogno della poesia in sintesi la poesia esistera' al margine del silenzio. [1] Pensieri sulla tematica di altermondialisation. Fondatore per le Belli Arte e' Nicola Bourriaud. Vede: i libri L' esthetique relationnelle [1998] e Post-Production [2002].
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