Se
dovessi definire Franklin con due aggettivi direi senza dubbio
"visionario" e "insolito": nel primo caso somiglia molto ad un sogno
parallelo, dove la vita di qualcuno diventa motivo per intrecci e storie
a catena. Nel secondo caso si capisce fin da subito che non si tratta di
un film come tanti altri : le immagini e le scene iniziali danno l'idea
di qualcosa di inconsueto, enigmatico e sfuggente, qualcosa di non
chiaro o definito che allontana ogni minima parvenza classica. E anche
se sembra tutto cosi lento e pacato, la vicenda non conosce sosta e si
snoda lungo un percorso che si arricchisce sempre di nuovi dettagli Si
tratta infatti di una storia che si comprende solo andando avanti, con
un occhio a quello che è già successo dietro: i personaggi hanno tutti
una loro identità e un obiettivo ben preciso e sono alla ricerca di un
qualcosa che se rapportato sè stessi acquista un valore nascosto e
prezioso. Il padre che cerca il figlio dà l'idea della ricerca di un
qualcosa dimenticata per strada, mai goduta e rimpianta. La donna con
istinti suicidi riflette l'immagine della figura "tormentata", stanca
della vita e dei suoi inganni. Il ragazzo che vede la "donna della sua
vita", invece, rappresenta la voglia di evadere e sognare a occhi aperti
e magari di trovare una persona "immaginaria" che ci corrisponda
appieno, senza esprimere giudizi.. E poi c'è il guerriero della notte,
colui che immagina un Mondo parallelo, vicino al nostro, e dimenticato
da tutti, persino da Dio. Un posto chiamato "città di mezzo" dove ognuno
ha bisogno di credere in qualcosa, perchè è quello a rappresentare il
principale segno di riconoscimento. Un"Mondo" popolato da umani devoti
alle fedi più inconsuete, dove tutto scorre veloce e antico. E in questo
inno "alla religione e alle sue espressioni inusuali, l'uomo senza volto
è l'unico a non avere fede: l'unico obiettivo prefissato è di salvare
una bambina e stanare il capo di una setta, chiamato "individuo" ed è
disposto a tutto pur di raggiungere il suo intento. Quello che accade
dopo è il giusto seguito a quanto descritto finora: per uno strano gioco
del destino le storie dei 4 protagonisti troveranno un epilogo insolito
e inaspettato, pieno di significati profondi sulla vita. Tutto quello
che era rimasto inespresso nella prima parte del film, riuscirà a
trovare una sua forma di espressione finale. Sarà un proiettile a
cambiare le sorti dei giochi, un oggetto piccolo, quasi insignificante,
cosi infimo e subdolo nel suo modo di agire, da insinuarsi nella vita
delle persone e sconvolgerne le sorti in maniera indelebile. E dove non
c'è spazio per i sogni onirici è li che subentra la realtà dei fatti,
con la sua dose di oggettiva certezza.
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