I fratelli di Gesù

di Michela Argenio

 

Ai molti interrogativi che ci vengono posti dallo studio dei Vangeli, molto spesso, possiamo rispondere solo formulando delle ipotesi più o meno valide; quasi mai con delle certezze. La problematicità, del resto, è in quelle caratteristiche che rendono il Testo Sacro cosi affascinante e coinvolgente. I Vangeli sono scritti occasionali, nati dall’esigenza di testimoniare un’esperienza sconvolgente che aveva colpito nel profondo chiunque l’avesse vissuta. Le coordinate spaziali e temporali  di quelle esperienze, i dati biografici, in sostanza la storia come noi la conosciamo oggi, non furono l’obiettivo primario dei loro autori.                        

Molte sono le questioni derivate dallo studio dei Vangeli sulle quali, fin dai primi secoli, si sono arrovellati gli studiosi, senza, peraltro, arrivare ad una soluzione definitiva. Una delle problematiche più note, anche al di fuori della ristretta cerchia di addetti ai lavori, è certamente quella che riguarda i fratelli di Gesu. Accertare se Gesù ebbe dei fratelli non è una questione secondaria in quanto con la loro esistenza verrebbe ad essere negata la verginità perpetua della Madonna. E quindi, come ha affermato Vittorio Messori nel libro “Ipotesi su Maria” non solo “si contrasterebbe l’intera tradizione, ma si toglierebbe una delle pietre portanti dell’edificio della fede cattolica”.Tutti e quattro gli Evangelisti, gli Atti degli Apostoli, la prima lettera ai Corinzi e quella ai Galati parlano di adelfoi , fratelli di Gesù, riportandone anche i nomi: Giacomo, Yoses, Giuda e Simone, mentre delle sorelle non è specificato il nome e il numero. Alla fine del III e IV sec. Sono state proposte delle ipotesi per chiarire il termine greco adelfòs: le principali sono tre.

1)    1) I quattro fratelli sono cugini di primo grado di Gesù: in ebraico il termine indicherebbe anche altri gradi di parentela come nipote, cugino. Il più antico sostenitore di questa tesi è San Girolamo e oggi la Chiesa Cattolica.

2)    2) Fratelli in senso proprio: interpretazione sostenuta da un laico vissuto a Roma verso l’anno 382. Maria avrebbe avuto altri figli da Giuseppe e non sarebbe stata più vergine dopo il parto. Tesi sostenuta oggi dalle Chiese protestanti, dai testimoni di Geova e da altri studiosi, anche cattolici come John P. Meier.

3)    3) Fratelli di Gesù come fratellastri, cioè figli di Giuseppe avuti da un precedente matrimonio: è la tesi più antica. Si trova in un Vangelo apocrifo del II Sec. Il “Protovangelo di Giacomo”. Nessuna di queste tre interpretazioni ha convinto gli studiosi: ad ognuna di esse sono state mosse obiezioni fondate che sarebbe troppo complesso esaminare. In questa breve trattazione il nostro scopo è, infatti, quello di esporre i termini del problema in maniera sintetica, senza addentrarci in spiegazioni complicate che richiederebbero molto spazio e molta pazienza da parte dei lettori.

Tralasciando quindi le interpretazioni classiche che ci siamo limitati ad enunciare, preferiamo soffermarci su una di queste ipotesi, tesa a spiegare l’identità dei fratelli di Gesù, che è stata formulata dai biblisti della scuola esegetica di Madrid, di cui l’esponente più importante è il teologo e biblista Josè Miguel Garcia. Questa scuola ha notato che i Vangeli che sono redatti in greco sarebbero stati tradotti da un originale aramaico (Teoria della Priorità aramaica).Infatti dietro il greco dei Vangeli si intuisce un modo di pensare e di esprimersi semiotico.Un autorevole studioso, J Carmignac, ha infatti affermato che la lingua del Vangelo sembra “una lingua non greca espressa in termini greci” (J. Carmignac, La nascita dei Vangeli sinottici).La scuola di Madrid, sulla base di un’approfondita analisi dei passi che ripetono l’espressione “Fratelli di Gesù”, ritiene che essa venisse usata,  in realtà, per designare i suoi collaboratori, cioè gli apostoli e gli altri discepoli che lo seguivano. Alcuni Passi che nel Greco dei Vangeli sembrano contraddire questa interpretazione , secondo questa scuola, si spiegano con errori di traduzione da una fonte originale aramaica. Anche un altro autorevole biblista Gianfranco Ravasi ha sposato questa tesi asserendo che “Nel Nuovo Testamento quello di “fratelli” designa in realtà un gruppo ben definito: i discepoli legati al clan nascituro di Gesù”.

 

 


 

 

 

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