IL PROFETA DELLA ZONA

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di Angelo Benigni

Giovanni Galeone nasce a Napoli il 25 Gennaio del 1941, figlio di un funzionario della ”Italsider” di Bagnoli, dopo i 20 anni decide di trasferirsi al nord dove si dedica alla carriera di calciatore professionista nel Monza prima e nell’Udinese poi. A 32 anni però smette di giocare ed inizia la sua lunga carriera di allenatore. Nel ‘75-‘76 è a Pordenone in serie D, nella stagione successiva è allenatore dell’Adriese. Nel ’77-’78 frequenta il “Supercorso di Coverciano”, l’anno dopo allena la Cremonese, e poi la Sangiovannese in C2. Nel ‘80’81 invece è al Grosseto sempre in serie C2. Poi 2 anni vissuti nel settore giovanile dell’Udinese dove allena egregiamente la formazione “Primavera”.L’ ’83-’84 è l’anno della sua prima panchina importante: quella della Spal in C1: a Ferrara rimarrà per tre anni sfiorando una promozione in serie B nell’’85-’86. Nel ’86-’87 avviene la svolta della sua carriera: il Pescara cerca un allenatore giovane per disputare un Campionato di serie C1 senza troppe ambizioni e lo ingaggia. Nessuno poteva immaginare che di lì a pochi giorni il Pescara sarebbe stato ripescato in serie B al posto del Palermo retrocesso per illecito sportivo. La stagione ’86-’87 si apre così per il Pescara in modo del tutto inaspettato: una squadra costruita per la C1, con soli  giovanissimi ( Tra i titolari Gatta, portiere, 20 anni e Dicara, difensore, 16 anni) con alla guida un tecnico esordiente in B! Galeone si trova così ad allenare una squadra sulla carta non proprio all’ altezza di un campionato difficile e competitivo come quello cadetto; la rosa a sua disposizione è composta da quasi tutti esordienti ed è  debole in tutti i reparti. I critici e gli opinionisti sportivi  sono convinti che il Pescara sia la maggiore indiziata  alla retrocessione in serie C1. Ma il campionato è ormai alle porte e non c’è tempo per rimediare…Galeone è chiamato ad un compito molto arduo: salvare la Società abruzzese. Fin dalle prime partite, però, il Pescara inizia ad entusiasmare i sui tifosi : la squadra non è certo una corazzata, ma riesce ad imporre il proprio gioco agli avversari: l’ atteggiamento spregiudicato dei ragazzi di Galeone infiamma lo stadio “Adriatico” e la squadra diventa ben presto la rivelazione del campionato! La salvezza, che ad inizio anno, sembrava un miraggio, diviene ben presto una piacevole realtà, conquistata in anticipo quando mancano diverse giornate alla fine del torneo. Sorprendente appare la seconda metà del girone di ritorno, il Pescara conquista addirittura la testa della classifica, sbaragliando le avversarie più titolate. Il campionato si chiude così con il Pescara al primo posto: quello di Galeone è un miracolo calcistico! Nella stagione successiva il Profeta conduce il Pescara ad una insperata salvezza in serie A: Galeone  è osannato dalla stampa nazionale e dei suoi metodi di gioco parlano tutti: ormai viene visto come un tecnico rivelazione. Nonostante questo però non arriva la tanto attesa chiamata di una “Grande” e il “Profeta” è “costretto” a continuare la sua carriera in provincia. Nel ’89-’90 è a Como in serie B, dove la squadra lariana disputa un ottimo campionato. Nel ’90-’91 ancora a Pescara in serie B, dove riesce nella difficile impresa di salvare la squadra subentrando a stagione iniziata. Nel ’91-’92 sempre a Pescara ed è ancora promozione in serie A, dopo un campionato esaltante. E’ la stagione di Savorani, portiere rivelazione, Allegri, centrocampista tutta tecnica, genio e sregolatezza, Massara, velocissimo attaccante di fascia. Nel ’92-’93 il “Gale” guida il Pescara in A, ma viene esonerato suo malgrado: a dire il vero la squadra appare troppo debole per competere nella massima serie e il “Profeta” non ha colpe, se non quella di aver accettato una rosa mal costruita in sede di calcio-mercato. Si è scelto di puntare su giocatori inadatti al nostro campionato e soprattutto al modulo di gioco dell’ allenatore, come Mendy, lentissimo e approssimativo centrale difensivo o Sivebaeck, esterno difensivo di destra. Nella stagione successiva resta inattivo per dedicarsi all’ aggiornamento professionale. L’anno successivo, ’94-’95, arriva la sua terza promozione in carriera, stavolta con l’ Udinese e sempre dalla B alla A. Ma è l’anno dopo che arriva la sua stagione capolavoro: Galeone centra infatti la quarta promozione dalla B alla A, stavolta con il Perugia. E’ record! L'anno successivo viene però sostituito inspiegabilmente da Gaucci dopo aver totalizzato ben 17 punti in 14 partite con il Perugia: la squadra gioca un buon calcio, a tratti spettacolare e redditizio, ma evidentemente il Presidente vuole di più… L’ anno successivo arriva la grande delusione di Napoli in serie A, dove subentra a campionato già compromesso e poi viene sostituito dopo poche partite.

Qualche anno dopo, intervistato da una giornalista della RAI, Galeone dirà : “fu un errore accettare di allenare quella squadra, lo spogliatoio era spaccato e in  più ruoli eravamo del tutto scoperti, mentre in altri c’ erano numerosi doppioni…”.

Nel ’98-’99 secondo anno di pausa e di riflessione, Galeone rifiuta le proposte ricevute da squadre della serie cadetta. Nel ’99-’00 ritorna a Pescara in serie B dove riesce a salvare la squadra da una retrocessione annunciata. L’ anno dopo ancora Pescara, sempre in serie B. Poi 2 anni di stop. Nel ’03-’04 è ad Ancona in serie A, ma non riesce ad evitare la retrocessione di una squadra deficitaria in ogni reparto. Nel ’04-’05 ancora inattività. Rientra in pista, forse per l’ ultima volta, l’anno successivo con l’ Udinese dove riesce a centrare una salvezza insperata in serie A. Nel 2007, a 66 anni, la decisione di lasciare il calcio. Ma è una bugia : per lui si profila un futuro da supervisore tecnico, magari con in panchina uno dei suoi discepoli, Max Allegri, Andrea Camplone, allenatori emergenti pronti a spiccare il volo. Galeone nella sua lunghissima carriera da allenatore professionista ha ottenuto 4 promozioni dalla B alla A, tante salvezze miracolose e anche qualche delusione. Non ha mai avuto però la possibilità di allenare una grande squadra: nessun Presidente ha mai avuto il coraggio di puntare su di lui forse perché  ritenuto troppo scomodo in alcuni frangenti. Il Gale ha però trovato la sua dimensione in provincia dove ha regalato bel calcio e tante vittorie.

Personalmente considero Giovanni Galeone uno degli allenatori più preparati del nostro calcio. Sognatore e romantico, intellettuale dallo sguardo malinconico, sarcastico ed anticonformista, ha sempre detto la verità più scomoda. Personaggio atipico, sempre controcorrente, fautore di una filosofia di vita oltre che di gioco, è stato sicuramente uno dei tecnici più avanguardisti del calcio italiano; e non è un caso che sia stato soprannominato il “Profeta”. Il suo spregiudicato modulo di gioco, il  4-3-3, ha fatto scuola ed è stato seguito e imitato da molti altri allenatori. Memorabile una dichiarazione che Galeone ha rilasciato alla “Domenica Sportiva” all’inizio degli anni ’90: “La zona come me non la fa nessuno… Se Berlusconi avesse visto prima il mio Pescara del Parma di Sacchi, avrei certamente allenato il Milan…”.In queste parole c’è tutto il personaggio Galeone, sempre pronto ad esprimere il proprio pensiero di vita oltre che nello sport. Il suo calcio è sempre stato basato sulla velocità intesa come agilità, non come potenza. Capace di sfuggire da tutte le etichette, il Profeta rimane un personaggio unico nel mondo calcistico,  in un contesto dove è raro trovare qualcuno che non si esprima per luoghi comuni o per sentito dire.

     

 

 

 

 

 

 

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